Guida alle Attrazioni di Padova:
I Luoghi da Non Perdere
Dalla nostra struttura puoi intraprendere vari percorsi alla scoperta della città, ecco quello che puoi visitare a Padova.

SANTA SOFIA
La Chiesa di S. Sofia, adiacente a Dadi Home e tra le più antiche della città, fu costruita tra il 1127 e il 1170 in epoca medievale; sorta su un edificio pagano del III e IV secolo, rappresenta una delle più importanti testimonianze del romanico veneto. La costruzione è caratterizzata dall’attento uso della pietra e del cotto e la cosa più spettacolare è il grandioso emiciclo esterno dell’abside con i caratteristici nicchioni. Grandi emozioni suscita anche la cripta sotterranea, che richiama tracce di un più antico edificio di culto romano.
Un altro importante punto d’interesse che si può raggiungere tranquillamente a piedi è la Basilica di Sant’Antonio, riconosciuto come Santuario internazionale, uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità, maestoso e complesso edificio religioso iniziato nel 1232, un anno dopo la morte di S. Antonio.
L’esterno della Basilica è un misto di lombardo, toscano e bizantino con 8 cupole e due campanili orientaleggianti.
L’interno custodisce il corpo del Santo in un sarcofago (chiamato arca) posto nella splendida Cappella del
Santo, opera di vari artisti tra cui Tullio Lombardo, Andrea Briosco e Gianmaria Falconetto.
La Basilica conserva varie opere d’arte antiche e contemporanee tra cui la Cappella del Beato Luca Belludi interamente affrescata da Giusto de’ Menabuoi (1382), la Cappella di S.Giacomo e S.Felice con bellissimo ciclo pittorico di Altichieri da Zevio (1374-78), l’altare maggiore con le sculture di Donatello tra cui spicca il Crocifisso.
Bellissimi anche i chiostri del convento, soprattutto il chiostro della magnolia. La piazza, antistante alla Basilica, ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello che realizzò anche le sculture bronzee (Crocifisso della basilica del Santo, statue e formelle di varie dimensioni) collocate sull’altare maggiore.
Un altro importante punto d’interesse che si può raggiungere tranquillamente a piedi è la Basilica di Sant’Antonio, riconosciuto come Santuario internazionale, uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità, maestoso e complesso edificio religioso iniziato nel 1232, un anno dopo la morte di S. Antonio.
L’esterno della Basilica è un misto di lombardo, toscano e bizantino con 8 cupole e due campanili orientaleggianti.
L’interno custodisce il corpo del Santo in un sarcofago (chiamato arca) posto nella splendida Cappella del
Santo, opera di vari artisti tra cui Tullio Lombardo, Andrea Briosco e Gianmaria Falconetto.
La Basilica conserva varie opere d’arte antiche e contemporanee tra cui la Cappella del Beato Luca Belludi interamente affrescata da Giusto de’ Menabuoi (1382), la Cappella di S.Giacomo e S.Felice con bellissimo ciclo pittorico di Altichieri da Zevio (1374-78), l’altare maggiore con le sculture di Donatello tra cui spicca il Crocifisso.
Bellissimi anche i chiostri del convento, soprattutto il chiostro della magnolia. La piazza, antistante alla Basilica, ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello che realizzò anche le sculture bronzee (Crocifisso della basilica del Santo, statue e formelle di varie dimensioni) collocate sull’altare maggiore.


CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI
A pochi minuti a piedi si raggiunge un altro gioiello della città: la Cappella degli Scrovegni, capolavoro della
pittura del Trecento italiano ed europeo, che conserva il ciclo più completo di affreschi realizzato dal maestro Giotto tra il 1303 e il 1305.
Intitolata a Santa Maria della Carità, la meravigliosa cappella fu fatta costruire da Enrico degli Scrovegni, figlio di un ricchissimo usuraio padovano.
Il ciclo degli affreschi è sviluppato in tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna, gli episodi della vita di Maria e gli episodi della vita e morte di Cristo. In basso, una serie di riquadri che illustrano le allegorie dei Vizi e delle Virtù.
La narrazione ricopre le pareti con le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella controfacciata è dipinto il
grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana.
Le scene raccontate da Giotto sono solenni e ricche di particolari che rendono i personaggi realistici. Le emozioni e gli stati d’animo parlano al visitatore con l’eloquenza dei gesti e delle espressioni.
Il visitatore diventa protagonista attraverso un percorso con postazioni multimediali, per scoprire gli affreschi della Cappella e il contesto storico artistico in cui Giotto ha operato.
La Cappella degli Scrovegni fa parte del complesso museale della città che comprende: i Musei civici agli Eremitani, il Museo Archeologico, il Museo d’Arte Medievale e Moderna e il Museo Bottacin.

pittura del Trecento italiano ed europeo, che conserva il ciclo più completo di affreschi realizzato dal maestro Giotto tra il 1303 e il 1305.
Intitolata a Santa Maria della Carità, la meravigliosa cappella fu fatta costruire da Enrico degli Scrovegni, figlio di un ricchissimo usuraio padovano.
Il ciclo degli affreschi è sviluppato in tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna, gli episodi della vita di Maria e gli episodi della vita e morte di Cristo. In basso, una serie di riquadri che illustrano le allegorie dei Vizi e delle Virtù.
La narrazione ricopre le pareti con le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella controfacciata è dipinto il
grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana.
Le scene raccontate da Giotto sono solenni e ricche di particolari che rendono i personaggi realistici. Le emozioni e gli stati d’animo parlano al visitatore con l’eloquenza dei gesti e delle espressioni.
Il visitatore diventa protagonista attraverso un percorso con postazioni multimediali, per scoprire gli affreschi della Cappella e il contesto storico artistico in cui Giotto ha operato.
La Cappella degli Scrovegni fa parte del complesso museale della città che comprende: i Musei civici agli Eremitani, il Museo Archeologico, il Museo d’Arte Medievale e Moderna e il Museo Bottacin.


PALAZZO DEL BO (UNIVERSITA’)
Il Palazzo del Bo è la sede storica dell’Università di Padova, la seconda più antica in Europa; le parti più antiche dell’edificio, situato in centro storico di fronte al Municipio, risalgono al Duecento. Nella seconda metà del Cinquecento il Bo viene ampliato e trasformato con il Cortile Antico a doppio ordine di colonne, ornato da numerosi stemmi, collocati fino alla fine del Seicento per rappresentare le famiglie degli studenti e coloro che occupavano cariche accademiche.
Tra le sale più importanti di Palazzo Bo vanno ricordati il Teatro Anatomico e l’Aula Magna. Accanto all’Aula
Magna è la Sala dei Quaranta, con altrettanti ritratti moderni di celebri studenti dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento. Nella sala è conservata la Cattedra di Galileo, cattedra dalla quale lo scienziato teneva le lezioni.
L’Università di Padova ha un altro primato: qui ha studiato Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, avendo ottenuto la laurea in filosofia all’Università di Padova nel 1678.
Tra le sale più importanti di Palazzo Bo vanno ricordati il Teatro Anatomico e l’Aula Magna. Accanto all’Aula
Magna è la Sala dei Quaranta, con altrettanti ritratti moderni di celebri studenti dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento. Nella sala è conservata la Cattedra di Galileo, cattedra dalla quale lo scienziato teneva le lezioni.
L’Università di Padova ha un altro primato: qui ha studiato Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, avendo ottenuto la laurea in filosofia all’Università di Padova nel 1678.


ORTO BOTANICO
L’orto botanico di Padova, fondato nel 1545, è il più antico orto botanico al mondo e conserva ancora la sua
collocazione originaria. Si trova nel centro storico di Padova, nei pressi del Prato della Valle e dal 1997 è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
L’orto ha attualmente una superficie di quasi 22.000 metri quadrati e contiene oltre 6.000 piante coltivate, raccogliendo 3.500 specie differenti, che rappresentano, seppur in forma ridotta, una parte significativa del regno vegetale.
All’interno sono presenti quattro spalti suddivisi in aiuole. Al centro una piscina per le piante acquatiche viene alimentata da un fiotto d’acqua calda proveniente da una falda posta a quasi trecento metri sotto il livello dell’orto.
Qui è custodita anche la famosa “Palma di Goethe”, messa a dimora nel 1585 che è attualmente la pianta più vecchia presente nell’orto botanico patavino. Prende il nome dal poeta tedesco che dopo averla ammirata nel 1786, formulò la sua intuizione evolutiva nel “Saggio sulla metamorfosi delle piante” pubblicato nel 1790.

collocazione originaria. Si trova nel centro storico di Padova, nei pressi del Prato della Valle e dal 1997 è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
L’orto ha attualmente una superficie di quasi 22.000 metri quadrati e contiene oltre 6.000 piante coltivate, raccogliendo 3.500 specie differenti, che rappresentano, seppur in forma ridotta, una parte significativa del regno vegetale.
All’interno sono presenti quattro spalti suddivisi in aiuole. Al centro una piscina per le piante acquatiche viene alimentata da un fiotto d’acqua calda proveniente da una falda posta a quasi trecento metri sotto il livello dell’orto.
Qui è custodita anche la famosa “Palma di Goethe”, messa a dimora nel 1585 che è attualmente la pianta più vecchia presente nell’orto botanico patavino. Prende il nome dal poeta tedesco che dopo averla ammirata nel 1786, formulò la sua intuizione evolutiva nel “Saggio sulla metamorfosi delle piante” pubblicato nel 1790.


SPECOLA
La Specola di Padova è la sede dell’antico osservatorio astronomico universitario dal 1761, anno in cui il senato veneziano decretò la sua istituzione. L’osservatorio è posto sulla Torlonga, antica torre di difesa medievale edificata nel IX secolo d.C., la maggiore delle due torri dell’antico Castello di Padova ed è alta 49,59 m per 252 gradini.
La Specola è oggi sede di un museo, che ospita una grande Meridiana, strumenti di osservazione del Settecento, cannocchiali tedeschi e austriaci, apparecchi per lo studio della meteorologia.
La Specola è oggi sede di un museo, che ospita una grande Meridiana, strumenti di osservazione del Settecento, cannocchiali tedeschi e austriaci, apparecchi per lo studio della meteorologia.


PRATO DELLA VALLE
Prato della Valle si raggiunge con una piacevole passeggiata dopo aver visitato la Basilica del Santo; è la più grande piazza della città di Padova e la quinta piazza più grande d’Europa, con una superficie di 88.620 mq.
E’ caratterizzata da un’isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia (20000 m² circa), circondata da una canaletta (alimentata dal canale Alicorno) sulle cui sponde si trova un doppio anello di statue di personalità della città, con una circonferenza esterna di 1450 metri.
Il Prato della Valle è un luogo di incontro, di commercio e di spettacolo. Ogni sabato vi si svolge il mercato tradizionale di Padova con oltre 160 banchi e ogni terza domenica del mese il mercatino dell’antiquariato.

E’ caratterizzata da un’isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia (20000 m² circa), circondata da una canaletta (alimentata dal canale Alicorno) sulle cui sponde si trova un doppio anello di statue di personalità della città, con una circonferenza esterna di 1450 metri.
Il Prato della Valle è un luogo di incontro, di commercio e di spettacolo. Ogni sabato vi si svolge il mercato tradizionale di Padova con oltre 160 banchi e ogni terza domenica del mese il mercatino dell’antiquariato.


SANTA GIUSTINA
Sul Prato della Valle si affaccia l’imponente Basilica di Santa Giustina, in stile tardo rinascimentale, presente sin dal V secolo ma che deve la sua attuale forma al Cinquecento.
Gli autori di questo capolavoro sono Andrea Briosco (1517), il cui progetto fu successivamente modificato
da Matteo da Valle (1520).
L’edificio si innalza su una pianta a croce latina che si estende da levante a ponente. Con i suoi 118,5 m di lunghezza e 82 m di larghezza, la basilica di Santa Giustina è una delle più grandi della cristianità. Nona nel
mondo, settima in Italia, per lunghezza dopo San Giovanni in Laterano, era la chiesa più grande dello Stato
della Serenissima Repubblica. Un apporto prettamente veneto è dato dalla molteplicità delle cupole esterne. Al suo interno conserva celebri opere di Paolo Veronese, Sebastiano Ricci e Luca Giordano.
Gli autori di questo capolavoro sono Andrea Briosco (1517), il cui progetto fu successivamente modificato
da Matteo da Valle (1520).
L’edificio si innalza su una pianta a croce latina che si estende da levante a ponente. Con i suoi 118,5 m di lunghezza e 82 m di larghezza, la basilica di Santa Giustina è una delle più grandi della cristianità. Nona nel
mondo, settima in Italia, per lunghezza dopo San Giovanni in Laterano, era la chiesa più grande dello Stato
della Serenissima Repubblica. Un apporto prettamente veneto è dato dalla molteplicità delle cupole esterne. Al suo interno conserva celebri opere di Paolo Veronese, Sebastiano Ricci e Luca Giordano.


BATTISTERO DEL DUOMO
Il Battistero, dedicato a san Giovanni Battista, è un edificio di culto ubicato accanto al Duomo, Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e sede vescovile della diocesi di Padova.
Conserva al suo interno uno dei più importanti cicli ad affresco del XIV secolo, capolavoro del pittore Giusto de’ Menabuoi, che raccontano gli episodi più salienti dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Nella grande cupola sono raffigurati il Paradiso, con al centro Cristo Pantocratore circondato da angeli alati e disposti in cerchi concentrici e la Madonna accompagnata da una duplice schiera di angeli e da una triplice schiera di santi.
La decorazione fu commissionata da Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, Signore di
Padova nel Trecento.

Conserva al suo interno uno dei più importanti cicli ad affresco del XIV secolo, capolavoro del pittore Giusto de’ Menabuoi, che raccontano gli episodi più salienti dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Nella grande cupola sono raffigurati il Paradiso, con al centro Cristo Pantocratore circondato da angeli alati e disposti in cerchi concentrici e la Madonna accompagnata da una duplice schiera di angeli e da una triplice schiera di santi.
La decorazione fu commissionata da Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, Signore di
Padova nel Trecento.


CAFFE’ PEDROCCHI
Il Caffè Pedrocchi, situato nel centro di Padova, è un caffè storico di fama internazionale, costruito tra il 1831 e io 1839 in stile neoclassico e neogotico dal famoso architetto Giuseppe Jappelli. Fino al 1916 era
aperto giorno e notte e perciò è noto anche come il “Caffè senza porte”.
Per oltre un secolo è stato un prestigioso punto d’incontro frequentato da intellettuali, studenti, accademici e uomini politici tra cui citiamo, tra gli altri, Ippolito Nievo, Stendhal, Alfred De Musset, George Sand, Téophile Gauthier, Gabriele d’Annunzio, Eleonora Duse, Filippo Tommaso Marinetti.
Oggi è uno dei simboli di Padova, luogo eletto per la degustazione del caffè e della cucina; da non perdere il
caffè alla mente più famoso al mondo chiamato proprio Pedrocchi
aperto giorno e notte e perciò è noto anche come il “Caffè senza porte”.
Per oltre un secolo è stato un prestigioso punto d’incontro frequentato da intellettuali, studenti, accademici e uomini politici tra cui citiamo, tra gli altri, Ippolito Nievo, Stendhal, Alfred De Musset, George Sand, Téophile Gauthier, Gabriele d’Annunzio, Eleonora Duse, Filippo Tommaso Marinetti.
Oggi è uno dei simboli di Padova, luogo eletto per la degustazione del caffè e della cucina; da non perdere il
caffè alla mente più famoso al mondo chiamato proprio Pedrocchi


PALAZZO DELLA RAGIONE, PIAZZA DELLE ERBE E PIAZZA DEI FRUTTI
Il Palazzo della Ragione (detto anche Salone) era l’antica sede dei tribunali cittadini e del mercato coperto
di Padova. Fu eretto a partire dal 1218 e sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani che gli diede la
caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata.
Il piano superiore è occupato dalla più grande sala pensile del mondo, detto “Salone” (misura 81 metri per
27 ed ha un’altezza di 27 metri) con soffitto ligneo a carena di nave.
Il Salone divide le due grandi piazze delle Erbe e della Frutta, sedi dei mercati padovani. Sotto il Salone, lungo due gallerie parallele, trovano posto numerose e caratteristiche botteghe di generi alimentari.

di Padova. Fu eretto a partire dal 1218 e sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani che gli diede la
caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata.
Il piano superiore è occupato dalla più grande sala pensile del mondo, detto “Salone” (misura 81 metri per
27 ed ha un’altezza di 27 metri) con soffitto ligneo a carena di nave.
Il Salone divide le due grandi piazze delle Erbe e della Frutta, sedi dei mercati padovani. Sotto il Salone, lungo due gallerie parallele, trovano posto numerose e caratteristiche botteghe di generi alimentari.


DINTORNI: COLLI EUGANEI, VENEZIA, VERONA, VILLE VENETE, RIVIERA DEL BRENTA
Nei dintorni è possibile visitare un’area naturalistica protetta, il Parco dei Colli Euganei, luogo di villeggiatura dei nobili veneziani, con le sue bellissime ville, i palazzi storici e la natura incontaminata. Nelle vie dei Colli è possibile seguire la Strada dei Vini, un percorso enogastronomico che offre prodotti tipici dell’orto, del campo, del cortile, della vigna e delle erbette spontanee. In zona ci sono numerosi ristoranti, aziende agrituristiche e cantine che offrono ospitalità e invitano i turisti alla scoperta di sapori genuini e vini pregiati.
Piazza San Marco e la Basilica, Palazzo Ducale, Ponte di Rialto, Ponte dei Sospiri e molti altri luoghi magici della Serenissima: da Padova il centro di Venezia è raggiungibile in soli 28 minuti di treno o comodamente in auto.
Merita una visita anche la Riviera del Brenta, una zona di elevato valore storico-paesaggistico per la presenza di numerose ville venete, tra cui spicca Villa Pisani e il suo famoso labirinto. Da Venezia i nobili veneti venivano trasportati sul fiume da un battello chiamato burchiello trainato dalle rive da uomini, buoi o cavalli, mentre le merci erano trasportate da barche chiamate burci. Ancora oggi la crociera lungo la Riviera del Brenta è un’attrattiva turistica.
A pochi chilometri da Padova c’è Verona, patrimonio Unesco dell’Umanità, la città dell’Arena e della Casa di
Giulietta che accoglie gli amanti della storia romana e di Shakespeare.
Piazza San Marco e la Basilica, Palazzo Ducale, Ponte di Rialto, Ponte dei Sospiri e molti altri luoghi magici della Serenissima: da Padova il centro di Venezia è raggiungibile in soli 28 minuti di treno o comodamente in auto.
Merita una visita anche la Riviera del Brenta, una zona di elevato valore storico-paesaggistico per la presenza di numerose ville venete, tra cui spicca Villa Pisani e il suo famoso labirinto. Da Venezia i nobili veneti venivano trasportati sul fiume da un battello chiamato burchiello trainato dalle rive da uomini, buoi o cavalli, mentre le merci erano trasportate da barche chiamate burci. Ancora oggi la crociera lungo la Riviera del Brenta è un’attrattiva turistica.
A pochi chilometri da Padova c’è Verona, patrimonio Unesco dell’Umanità, la città dell’Arena e della Casa di
Giulietta che accoglie gli amanti della storia romana e di Shakespeare.
